Resoconto090109

Resoconto riunione del 9 gennaio 2009
1. Bozza documento Maurizio sui criteri di accoglienza
2. Sito/blog, stato dell’arte
3. definizione data per nuovi ordini Pasta, e individuazione gasato accompagnatore
4. definizione data per nuovi ordini Parmigiano
5. definizione data per ripresa ordini Mozzarella e formaggi
6. definizione data visita da Edoardo
7. valutazione andamento gestione fresco, ed eventuali aggiustamenti
8. valutazione eventuali proposte di nuovi fornitori
9. varie ed eventuali
10. iniziative del gruppo campagne e cena con i prodotti del gruppo d'acquisto e del commercio equo.
11. considerazioni sulla visita a Rusciano per il fresco
12. considerazioni sul nostro futuro come gas…
Si è deciso di discutere per primi tutti i punti legati alla definizione di date per acquisti/attività, in modo da non bloccare l’operatività (vedi punti 3,4,5,6,10)
I nuovi ordini, previsti per gennaio, saranno così messi in calendario:
- settimana 12-17 gennaio, Pasquale lancia call per mozzarella e formaggi. Si è deciso che le call della mozzarella cadranno sempre nella II e nella IV settimana del mese, in modo che almeno una volta coincidano con la riunione mensile, visto che viene ritirata il venerdì. Per evitare che la riunione subisca rallentamenti, si è deciso che il ritiro dei latticini debba avvenire tra le 17.00 e le 18.00 e non durante la riunione. TASSATIVO
- settimana 19-24 Iaia lancia call per la pasta. Giovanna sarà l’accompagnatrice (nella scorsa riunione si era deciso che ogni volta che si va da un produttore, qualcuno accompagna la persona incaricata, per ampliare le relazioni coi produttori tra noi gasati). Si valuterà, anche in base agli ordini, se sarà necessaria una seconda auto e altre braccia.
- settimana 26-31, Alessandra Rocco lancia call parmigiano. Stesso gruppo organizzativo.
- settimana 26-31 ricordiamoci che è già prevista la call della carne (referento Alessandra Ruggiero)
- Per la gita da Edoardo e Pia, si è concordata la data dell’8 febbraio.

Si è deciso di anticipare le riunioni alle ore 18.00, visto che finiamo ormai sempre più tardi… quest’ultima ci ha visti in bottega fino oltre le 21.15….. nun se po’ fa. Teniamo anche famiglia!

A questo punto siamo passati ai punti più caldi, tutti più o meno legati tra loro. Il resoconto è impossibile, e la sintesi pure. Abbiate pazienza e integrate come meglio credete. Grazie.

Per prima cosa, Massimo ha tirato le somme dell’organizzazione del ritiro dell’olio. Siamo oltre i 570 litri, senza contare vino, aceto, conserve…
Quelli che andranno da Silvana, e saranno almeno 3 auto, dovranno tornare la sera tardi e tenere le dita incrociate per non essere fermati! Ve lo immaginate a spiegare alla finanza cos’è un gruppo di acquisto solidale, e perché non abbiamo bolle di accompagnamento, fatture, iva e codici fiscali? Sarà dura!

E qui entriamo nel vivo della discussione.
COSA VOGLIAMO FARE DA GRANDI? Come GAS, intendiamo.
La discussione è stata bella, viva, interessante, emozionante, illogica, sentimentale, politica, teorica, terra terra … si è volato alto sulle vette del pensiero, e si è parlato di aspetti praticissimi, insomma.
diciamo che abbiamo attraversato vari livelli trasversali, verticali e orizzontali.

Provo a sintetizzare le posizioni, e a ripercorrere gli ultimi passi della discussione.
Tempo fa abbiamo iniziato a discutere in lista dei criteri di adesione al GAS, le percentuali di maggiorazione, il coinvolgimento operativo dei singoli, il contributo intellettuale, logistico, tecnologico e operativo delle persone, la relazione tra cooperativa e GAS, e tra le persone (tra soci cooperativa, attivisti cooperativa, volontari, aderenti al GAS, referenti del GAS, consumatori, produttori locali…), e ne abbiamo poi discusso molto nella riunione di dicembre, e avevamo deciso che:
- vogliamo distinguere solo tra chi partecipa “attivamente” con un proprio contributo e chi no, definendo pertanto solo 2 diverse fasce di maggiorazione (5% per chi contribuisce operativamente in qualche modo alla cooperativa o al GAS e 10% per chi non contribuisce attivamente).
- ci piacerebbe che tutti i gasisti contribuissero attivamente alle attività del gruppo. ma Ci rendiamo però conto che se vogliamo “contaminare” le persone distanti da questi pensieri e “attrarle” verso la nostra visione di gas, e quindi stiamo parlando sia di consumatori che di produttori oggi lontani da queste forme di economia, non possiamo essere troppo integralisti perché risulteremmo respingenti, non interessanti/attraenti e poco inclusivi
- vogliamo rappresentare in maniera esplicita i valori che ci uniscono e gli scopi che ci prefiggiamo come gruppo, per cui ci vogliamo dare un manifesto che ci presenti all’esterno (e su questa cosa Maurizio ha preparato la bozza di Manifesto su cui stiamo ragionando)
- non vogliamo essere un negozio, o sentirci trattati da “salumieri” come a volte è capitato
- ci piace molto sviluppare le relazioni tra di noi e con quanti si vorranno avvicinare al GAS, sia come consumatori che come produttori
- ci teniamo molto al livello “locale” della nostra azione.
Per il dettaglio dell’incontro di dicembre, in cui erano venute fuori tutte queste cose sulle quali avevamo ragionato anche in lista, vedi il link https://friarielli.wikidot.com/resoconto081204

La discussione del 9 gennaio ha focalizzato maggiormente l’attenzione sulla relazione tra la cooperativa e il GAS.
Il GAS, messo in piedi anni fa dalla cooperativa e dopo alterne vicende nel corso degli anni, ad oggi vede tra gli aderenti sia soci della cooperativa, che non soci, e vecchi e nuovi aderenti. quindi ci sono 4 tipologie: soci/non soci, vecchi aderenti gas/aderenti gas recenti, e tutte le varie combinazioni.
Le posizioni si catalizzano intorno a due poli principali, anche se a mio avviso, a ben vedere, ci siamo fatti intrappolare nel meccanismo del dibattito dualistico (basato sulla congiunzione “o” tra le varie opzioni, viste come alternative tra loro) e non sul pensiero complesso (basato sulla congiunzione “e” che vede anche la possibilità di trovare sintesi creative che mettano insieme le varie opzioni)
Comunque, mi pare che i poli erano:
1- il GAS è parte integrante della cooperativa
2- il GAS e la cooperativa sono due cose distinte
Intorno al polo 1, la motivazione principale era che il GAS rappresenta per la cooperativa una delle pratiche attraverso cui si potrebbe realizzare (è in prospettiva, da ciò che diceva massimo) la sua “mission” (vedi anche il piano strategico 2006-2008 inviato da Massimo). Il GAS è nato nella cooperativa, e i soci non hanno mai voluto porre vincoli all’adesione al GAS proprio per fare avvicinare quante più persone possibile ai proprio valori e alle proprie pratiche.
Su questa posizione confluivano alcuni soci della cooperativa e alcuni tra i “vecchi” aderenti del gas. Questa integrazione servirebbe, secondo l’opinione di alcuni della cooperativa, anche a dar nuovo vigore all’aspetto mutualistico della cooperativa stessa.
Intorno al polo 2 confluivano invece le posizioni di persone entrate nel gas, alcune recentemente, e non soci della cooperativa, e che ritengono che GAS e cooperativa sono siano due entità distinte.

A questo punto sembra opportuno mettere in evidenza che a ben vedere le posizioni non sono nella sostanza diverse.

L’argomento di cui da tempo abbiamo deciso di discutere era quali regole dare al GAS (e le regole di relazione con la cooperativa rientrano fra queste e ovviamente non possono prescindere dalla volontà della cooperativa in merito, visto che ne è in qualche modo l’artefice) per:
- risolvere i problemi di natura fiscale, visto che aumentano i volumi
- fare in modo che le persone, anche più distanti, attraverso la partecipazione al gas anche inizialmente non da “attivisti” si sentano maggiormente coinvolte tanto da decidere di “attivarsi” (su questo punto ci è ben chiaro che ci sono alcune persone che si attivano poco perché in questa momento della loro vita non possono fare altrimenti, e non perché se ne fregano. Non è di queste persone che stiamo parlando, ma delle persone che ci confondono per una salumeria, oppure che comprano solo le cose poco impegnative e molto convenienti… Ci siamo resi conto che sul fresco siamo 4 gatti, e se compriamo il parmigiano invece siamo molti di più? Diciamo che siamo circa 70 famiglie, ma è vero, oppure ci sono nel nostro elenco una serie di aderenti fantasmi?)
Può essere una buona soluzione trovare dei modi non terroristici, ma accattivanti, di “ritualizzare” l’adesione al GAS, in modo che ci sia anche una rappresentazione simbolica attraverso cui le persone si sentano maggiormente coinvolte e responsabili?

Da queste due esigenze, quella fiscale, di natura molto pratica, e quella del coinvolgimento e dell’attivazione delle persone, di natura molto filosofico-politica, sono nate le idee del manifesto, oppure di un’iscrizione a qualche cosa, la sottoscrizione di un foglio con le firme di tutti gli aderenti….
E a questo punto, e in questa ottica, qualcuno aveva proposto un’associazione.

In riferimento a questi due problemi, i tre poli della riunione sono rappresentabili in:
- il GAS è parte integrante della cooperativa, per cui in primis il problema fiscale si risolve usando la cooperativa come strumento istituzionale per fare circolare i nostri acquisti (questa soluzione richiederebbe solo una piccola modifica all’attuale statuto della cooperativa, ma si può fare). Dal punto di vista organizzativo, il GAS continua come oggi, non stiamo dicendo che debba confluire nella cooperativa, intendiamoci. Il problema della attivazione delle persone si continua a fare come oggi, non poniamo paletti all’adesione, sappiamo che ci sarà chi si attiva e chi no, e fa parte della nostra pratica politica abbracciarci questa “croce” e lavorare alla promozione del pensiero di consumo critico e delle pratiche di altra economia. Si potrebbe inoltre iniziare a pensare a persone che lavorano sia per la cooperativa, che per il gas (vedi gestione di un futuro magazzino).
- Teniamo distinti gas e cooperativa, pur riconoscendo che il gas è una gemmazione della cooperativa e parte integrante nella realizzazione della sua mission, ma forziamo un poco la mano verso l’attivazione delle persone che aderiscono (sia come consumatori che produttori), per cui risolviamo il problema fiscale attraverso un’associazione (o recuperando, riattivandola, quella che già esiste) e così possiamo poi gestire l’adesione al gas con l’iscrizione che simbolicamente comporta un rito di assunzione di responsabilità.
- Cooperativa e Gas sono due cose completamente distinte e lasciamo tutto com’è affrontando i problemi così come abbiamo fatto finora perché una struttura orizzontale che si autoorganizza (come i gasetielli) è preferibile ad ogni forma associativa. Come assunzione di responsabilità è sufficiente già la partecipazione. Di questo gruppo fa parte per esempio Giuliano, che ci ha raccontato la sua esperienza a Firenze, portando come esempio (tra gli altri) 200 famiglie che si facevano portare 3 quintali di arance dalla Sicilia senza avere nessuna struttura organizzata.

Queste riflessioni si aggiungono a quanto Massimo ci riferiva delle riflessioni del CDA della cooperativa a proposito del nuovo piano strategico, sia in relazione alla maggiore focalizzazione verso il locale che al problema dei cambiamenti necessari per la gestione del magazzino. Ed è qui che il discorso si rende più complesso, perché si innesta nuovamente l’opzione tra usare la cooperativa come figura giuridica di riferimento anche per il gas o meno, oppure vagliare altre soluzioni.

In ogni caso la discussione parte dal principio che ogni nostra decisione comunque non può prescindere dalla specificità del nostro territorio che riveste il nostro Gas di una speciale importanza soprattutto per il suo orientamento al consumo critico. La proposta più “ardita” da questo punto di vista è stata quella di Aldo che ha suggerito di accordarsi con gli erbivendoli per affiancare alla loro merce dei banchetti biologici e solidali.

È venuta fuori in maniera embrionale anche l’idea di evitare l’ipertrofia del gas, e che quindi sarebbe opportuno promuovere forme di accompagnamento alla creazione di nuovi gas, piuttosto che includere tutti nei friarielli.

In particolare Costanza nel suo intervento riteneva che, mentre l’eccessivo ingrandimento del gas poteva creare problemi di gestibilità e di sopravvivenza del gas stesso, sarebbe stato bello creare una rete di gas, che magari potevano nascere dall’espansione degli attuali gasetielli.

Dagli interventi, in ogni caso, è emerso che da parte di molti dei nuovi aderenti al Gas avevano difficoltà a riconoscersi nel discorso Cooperativa/Associazione/Gas autonomo, anche per scarsa conoscenza della cooperativa, dei suoi obbiettivi e delle attività di cui si occupa.

Prima della chiusura della riunione, è stato trattato il punto 10 dell’ordine del giorno con la proposta, da parte di Stefania, di organizzare una cena tra gli appartenenti del Gas con i prodotti del Commercio Equo e del Gas stesso, in cui si parlerà delle attività del Gruppo Campagne, che in questo momento sta affrontando una Campagna sulla Sovranità Alimentare.

E’ opinione del gruppo campagne che ci siano molti punti in comune tra la sua attività e l’esperienza del Gas e che quindi questa sarebbe una bella occasione per mettere insieme le esperienze e creare delle sinergie per cui sarebbe una buona occasione per raccontarsi.

A questo proposito si è pensato di richiedere a Laura un intervento in qualità di presidente, che racconti anche un po’ la Cooperativa e le sue attività, in modo da chiarire ogni dubbio, non ha ancora dato una risposta, ma appena la avremo sarà pubblicata in lista.

Per il momento, possiamo ipotizzare una data ed un luogo per questa cosa? Si accettano tutte le proposte, dopodichè scatterà l’organizzazione su chi porta cosa.

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