resoconto_fresco

Resoconti a cura del gruppo "Fresco". Per capire anche un po' a che punto siamo:

Fattoria Paesano
Venerdì pomeriggio io, Iaia, Monica e Giulio siamo andati a visitare la fattoria Paesano a Posillipo per vedere principalmente l'allevamento, ma anche per dare un'occhiata all'orto. Secondo quanto riferitoci, la fattoria appartiene ai Paesano da diverse generazioni e sono soltanto i membri della famiglia a lavorare la terra e a occuparsi dell'allevamento.
Gli animali venduti (maiali, vitelli, polli, capretti, conigli) sono tutti allevati in loco, ad eccezione dei capretti che sono acquistati da terzi e rivenduti solo per il periodo Pasquale.
Gli altri animali nascono quasi tutti in fattoria (i maiali, i polli e i conigli, mentre alcuni vitelli sono acquistati "lattanti" e svezzati in fattoria).
Gli animali sono macellati al macello di S. Marcellino, tranne i polli e conigli che vengono di solito macellati in fattoria (in presenza di grossi quantitativi ci si rivolge sempre al macello di S. Marcellino). Gli animali sono portati vivi dai Paesano e riportati in azienda con mezzi del macello dotati di cella frigo.
In azienda abbiamo visto circa una ventina di maiali (1 riproduttore) e una decina di bovini.
I vitellini vengono prima allattati e poi alimentati con farine di cereali (N.B. non utilizzano farina animale) che i proprietari stessi macinano; i maiali mangiano pasta cotta dai Paesano con aggiunta della farina di cui sopra; abbiamo visto anche un bel po' di pane in ammollo che pensiamo sia per i polli, in ogni caso i cereali che acquistano non sono biologici.
Il punto negativo è che gli animali non pascolano liberamente, tranne le galline, ma Enzo, il proprietario, sostiene che non devono farlo perché altrimenti la carne diventa dura. In realtà, il pascolo non sembra possibile per le caratteristiche del terreno (che si estende in collina) e perché lo stesso viene coltivato ad ortaggi.
Gli animali vengono visitati due volte all'anno da un veterinario e tutta la tenuta subisce controlli semestarli per la zanzara "blue tongue" (così ci ha detto lui; per il controllo si è proposto lui come punto della città di ingresso dell'insetto). Iaia farà una telefonata al fratello di Emilio per farsi dire qualcosa in più circa le cure, le visite e questioni annesse.
In azienda si vendono anche insaccati, realizzati dai Paesano (è presente anche un locale per il trattamento, mi sembra essiccatura).

La terra viene concimata essenzialmente con il letame delle stalle ma non viene praticata l'agricoltura biologica né a lotta integrata. L'azienda è iscritta alla Coldiretti Campania ("filiera breve"). Ci hanno detto che d'inverno non innaffiano e che per l'estate hanno il loro pozzo (irrigazione a goccia, mi sembra).
I prodotti coltivati sono ortaggi di stagione (al momento ci sono piselli, finocchi, fave, cappuccia, broccoli).
Il terreno non appare molto "grasso", Enzo ha riferito che è di tipo "sabbioso" (per la zona) e che alcune coltivazioni (ad es. pomodoro S.Marzano) non vanno bene. Fa uso di verderame, ma forse non di diserbanti. La zona delle fave era piena di ortiche.

Impressioni: in linea generale, io ne ho avuto un'impressione positiva.
Ovviamente, credo che non ci sia confronto con il vitello della tenuta dell'Uccellina, soprattutto per quanto riguarda gli arrosti, però se dovessimo scegliere di acquistare da loro questo non significherebbe necessariamente escludere il nostro precedente fornitore, e poi sarebbe molto importante trovare una realtà locale come questa per la nostra S. Di tutto questo in ogni caso ne possiamo parlare alla riunione.
Per quanto riguarda il maiale, io e Iaia ne abbiamo acquistato un po' per prova, vi faremo sapere (il salame che abbiamo assaggiato lì era ottimo, anche le salsicce di ottima qualità).
I polli avevano proprio un bell'aspetto. Anche in questo caso, non pensiamo che ci sarebbero problemi con Emilio, che li sta allevando per noi, perché comunque almeno per il momento lui dice di non riuscire a coprire le esigenze di tutti.
Le verdure che io ho acquistato (piselli, cappuccia, broccoli, finocchi)sono molto buone, i prezzi un po' altini, mi sembra in linea con quelli di Peppino Polverino (2 euro al chilo la verdura, 80 centesimi per finocchi e insalata, 4 euro i piselli).
In generale, sembrano disponibili a trovare un accordo che tenga conto delle nostre esigenze di consegna e anche a concordare un prezzo ragionevole, soprattutto per quanto riguarda la carne. La proposta su cui ragionare è: 10 euro al chilo per il maiale, 13 per il primo taglio di vitello e 10 per il secondo taglio, i salami 20 euro al chilo, 25 euro al chilo per capocolli.

Per la verdura, anche se fossimo interessati e se la cosa fosse per noi fattibile (su quest'ultimo punto sarà sicuramente necessaria un'ulteriore visita di "esperti" per valutare la situazione dell'acqua e dei prodotti utilizzati per coltivare), non credo che ci potremmo contare troppo perché hanno già un po' di clienti e il negozio di frutta dei familiari e le quantità non sarebbero sufficienti. Come per altri casi, si tratterebbe di considerarlo uno dei possibili fornitori.

Impressioni di Giulio:
Per la carne, si potrebbe pensare di avere un fornitore alternativo alla Tenuta dell'Uccellina e, quindi, per la carne di maiale, pollo, coniglio. Anche se non "biologica", sembra comunque più "genuina" (in ogni caso non si utilizzano farine animali). Ricordo che Enzo ci ha detto che la carne è "particolare" (più callosa, ecc.) rispetto alla carne che si trova in macelleria. Penso sia importante esprimere un giudizio dopo averla provata.
Per gli ortaggi, da valutare i quantitativi che potrebbero essere messi a disposizione del GAS.
Per entrambi, penso che il fattore prezzo sia importante. A prima vista mi sembrano un pò altini (considerato che si tratta di "filiera corta"); forse si dovrebbero confrontare con quelli di mercato per capire le differenze.
Nel complesso, penso che possa rientrare tra i potenziali fornitori del GAS, la cui scelta priviligerebbe una realtà locale (km 0, per me mt 100).

Vedo Pasquale Farina questa sera alle 19.45 al Forum Scarlatti (presso il
ponte di via Cilea, al Vomero) nella sede della bottega di commercio equo
“terre di confine”

Ho incontrato nei giorni scorsi Pasquale Cecatiello (quello tra Miano e
Bosco di Capodimonte).

Potete vederne la terra cercando su Google Hearth “via janfolla 432,
napoli”. Di fronte ad uno spazio in cui si vedono parcheggiate delle auto,
si intravede una stradina che termina in una costruzione di forma vagamente
trapezioidale. Le terre sono quelle che si vedono.

Sono andato da solo perché diversi avevano perplessità sulla localizzazione
cittadina (inquinamento atmosferico) ed in più Pasquale, che non vive là,
c’è solo di mattina. Ho così pensato di andare in avanscoperta.

Pasquale è un po’ naif: vuole vivere tranquillo e quindi non vuole assumere
alcun impegno: “tu vieni e se trovi qualcosa che ti interessa te lo prendi”,
questa la sua filosofia. In realtà ha già un suo giro che, per quanto
piccolo, losoddisfa.

Ha poca verdura perché ha molti alberi da frutta (prugne, pesche, qualche
ciliegia) e quando questi sono maturi si dedica solo ad essi (“non voglio un
collaboratore che mi costerebbe troppo”)

Pratica agricoltura tadizionale: “uso il letame, ma quando ci vuole ci vuole
e pompo”. Insomma è sempre lo stesso problema, almeno per la frutta.

Ho poi avuto da un’amica il riferimento di una produttrice bio di San
Salvatore Telesino. Sembra veramente biologica ma è una che è diventata
produttrice da relativamente poco tempo; già rifornisce alcuni gruppi. Non
vive a Napoli, ma viene periodicamente perché è attiva nel comitato
regionale rifiuti; la prossima volta che viene si fa sentire e ci
incontriamo

Massimo

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