Resoconto 240910

Assemblea APS Friarielli 24set2010

Presenti (in ordine di apparizione)
Iaia Masullo, Massimo Lampa, Aldo Pappalepore, Giovanna D’Alonzo, Giorgio Quaranta, Stefania Boffola (e Amanda), Cristina Fasano, Maurizio De Stefano, Loredana Locci, Lorenza Biasco, Tina Aiello, Maria Desiderio, Paolo De Crescenzo.
Giuseppe Fiore ci ha raggiunti dopo cena (ma non è rimasto digiuno…………..).

Registrati 3 nuovi soci: Gennaro Radice, Chiara Schettini e Stefania Cavaliere
OdG:

  • 1- “Chiacchiere” su cosa è stato, è e vorrà essere, per ognuno di noi, il GAS.
  • 2- Rapporti con la Cooperativa: abbiamo ricevuto una lettera, cosa rispondiamo?
  • 3- Fresco, resoconto incontro del gruppo fresco.

Presiede Iaia masullo, prende appunti, imposta e redige il verbale Giovanna D'Alonzo con un pò di aiuto da tutti gli altri

Iaia introduce la riunione, e fa un breve resoconto dell’incontro che abbiamo avuto come direttivo a casa di Giovanna al rientro dalle vacanze: in estrema sintesi, è emersa la voglia e il bisogno di recuperare maggiori spazi di convivialità, partendo dal ricordo della stanchezza che avevamo riscontrato in molti di noi a luglio. Molto abbiamo realizzato in quest’anno passato, abbiamo lavorato tanto per tessere diverse relazioni con produttori, per cercare nuovi prodotti, ma questo non basta. Non possiamo diventare la succursale di un supermercato alternativo. A volte siamo come monadi che non hanno un progetto comune e questo ci porta a lavorare separatamente e sentire la stanchezza del fare. Forse potremmo cercare di definire meglio un progetto comune che poi ognuno di noi realizza con le proprie modalità.

Da questo pensiero è partita l’idea di proporre la riflessione al punto 1 dell’Odg.

Iniziamo la discussione e Maurizio chiede quanti siamo realmente iscritti nel 2010. Quanti hanno rinnovato l’iscrizione? Iaia, Giovanna e Stefania si prendono l’incarico di fare il punto della situazione e di comunicarlo a tutti al più presto.
Si parla anche di trovare il modo di raccogliere la storia del gruppo, perché ognuno ha una visione parziale legata alle cose a cui partecipa maggiormente, ma si corre il rischio di perdere la visione di insieme. Iaia e Giovanna propongono di aggiornare il sito wikidot prevedendo una sezione in cui ognuno possa inserire iniziative, acquisti, feste, balli e piazze a cui partecipiamo, fornendone anche una brevissima descrizione/storia. Si valuta anche con Aldo come recuperare tutte le info possibile dal sito del conto gas. Aldo nel frattempo ci comunica che sta già iniziando, su suggerimento e richiesta di Massimo, a trarre alcune statistiche dai dati a sua disposizione circa le gli acquisti effettuati sino ad ora.

In merito ai rapporti con la cooperativa e a seguito della loro richiesta esplicita di un sostegno economico (vedi lettera del CDA del …) , Giovanna propone di destinare parte del contributo volontario (attualmente per tutti pari al 5% di ogni acquisto) alla cooperativa, motivando la proposta con la voglia di rafforzare il senso di condivisione politica tra APS e cooperativa, piuttosto che stabilire una forma di remunerazione che porterebbe invece nella direzione di una relazione commerciale di pagamento a fronte di servizi resi, o di un generico sostegno economico privo di alcun senso strategico comune e condiviso. Non è questo il tipo di relazione che l’APS vuole avere con la cooperativa.
L’APS riconosce di rappresentare una delle modalità con cui la cooperativa esercita la sua missione ( siamo nati fisicamente dentro la bottega centro, anche grazie alla disponibilità e ospitalità di molti soci della coop). La proposta di destinare il nostro “accantonamento” del contributo volontario in parte alla cooperativa e in parte ad attività proprie della missione dell’APS a livello locale, può essere una buona modalità per rendere esplicita la duplice volontà di rafforzare sia la cooperativa nell’esercizio della sua missione generale, che l’APS nell’esercizio delle sue attività di promozione sociale. Riguardo a questo ultimo aspetto, sarebbe bello discutere di cosa vogliamo fare con la quota di contributo a disposizione dell’Associazione, in modo da programmare le attività per il prossimo futuro.
La proposta fatta da Giovanna è stata apprezzata da molti in quanto afferma più che solidarietà appartenenza, per cui si decide di destinare il 2% o il 3% del nostro contributo volontario alla cooperativa. La cifra finale dipenderà dal nostro reale “accumulo”, che è funzione del nostro giro di affari in un anno. Attendiamo dal tesoriere un dato consuntivo affidabile in tal senso, in modo da decidere in tempi abbastanza brevi come rispondere alla lettera ricevuta dalla cooperativa.
Per poter meglio fare queste considerazioni, è necessario sapere ad oggi a quanto ammonta la cifra messa da parte, e verificarne il valore medio annuo. Iaia e Giuseppe ci daranno queste informazioni quanto prima.

Lorenza interviene per esprimere alcune sue perplessità e sensazioni di distanza dalla cooperativa, a causa della mancanza di informazioni relative alla situazione di difficoltà della cooperativa.
Paolo condivide perplessità e senso di distanza dalla cooperativa. In merito alla proposta di destinare parte del contributo volontario alla cooperativa, che condivide, propone anche di utilizzare la quota rimanente a disposizione dell’APS per le PES e la partecipazione a convegni e iniziative in Italia, per confrontarci con quanto accade altrove.

Interviene Massimo,che in merito al punto 1 dell’Odg,
Siamo una comunità in cui sono confluite persone con storie ed esperienze diverse; questi diversi punti di partenza hanno provocato in ciascuno aspettative diverse che talvolta sono state causa di confronti aspri. Occorre lavorare affinché si possa realizzare una convergenza costruttiva degli sforzi individuali, pur continuando a rispettare le storie di ciascuno di noi. Un terreno su cui provare a costruire questa convergenza è quello di ragionare sul tipo di relazione da costruire con i fornitori: sono una controparte con cui contrattare prezzo e qualità o un compagni di viaggio con cui affrontare la risoluzione dei problemi che nascono nella produzione, distribuzione e consumo dei prodotti? Ritiene che la seconda ipotesi sia quella che racchiuda una molteplicità di valenze capaci di aiutarci a trovare la convergenza cui accennava all’inizio, perché la concretezza delle questioni da affrontare e risolvere coinvolge ciascuno degli attori con tutte le sue caratteristiche (materiali, psicologiche e culturali). Ad esempio, il progetto della filiera del pane o quello delle scarpe di Vera operano entrambi in questa direzione.
Lamenta, poi, la mancanza di attività di formazione sul consumo critico e di momenti di conoscenza condivisi, e propone, per il prossimo futuro: 1) fare attività di formazione sul tema del consumo critico, valore comune del nostro statuto condiviso da tutti, come attività che possa favorire l’armonia delle nostre diversità; 2) attivare la rotazione nella gestione di ordini, e attività varie che si fanno nel GAS, così che ognuno possa farne esperienza diretta; 3) rafforzare la relazione coi produttori/fornitori, che finora è quasi esclusivamente relegata al momento della distribuzione. Entrambe queste attività ci aiuterebbero a costruire un terreno concreto di condivisione all’interno del GAS e ad approfondire la modalità con la quale costruire la interazione con i fornitori.

Viene fuori la nota discussione di come attivare quanti finora utilizzano il GAS come un supermercato e non fanno alcuna attività. Si parla nuovamente di percentuali diverse, e di attivare modalità di sollecitazione alla partecipazione. Molti sono del parere che la partecipazione alle diverse attività, dalla gestione degli ordini alla presenza nelle piazze, deve essere spontanea, e non possa essere “forzata”, altrimenti si corre il rischio di distorcere, e soprattutto di mancare, l’obiettivo di contaminazione che ci siamo dati come APS. Inoltre è da tener presente che in ogni caso, come gruppo d’acquisto in sé, abbiamo bisogno di una massa critica per portare avanti alcuni ordini.

Tina dice che le sembra evidente che oggi da un lato c’è il GAS e i membri del GAS (quelli interessati agli acquisti), e dall’altro c’è l’APS e quelli interessati all’aspetto politico. Per le attività dell’APS, posto che non coinvolgono tutti, dobbiamo misurare le forze da mettere in campo prima di impegnarci. È contenta della sua esperienza nel GAS, perché ormai si è disabituata a fare la spesa in altro modo e ha recuperato la consapevolezza della stagionalità.
Giorgio 40 racconta la sua esperienza nel GAS, è contento perché ha trovato un modo di condividere valori in cui crede con altri, ed è stato un anno di crescita. D’accordo a proseguire con le PES, e d’accordo per la formazione.
Aldo: è vero che siamo una moltitudine di diversità, ma nel complesso condividiamo i valori del ns statuto. E’ importante procedere in armonia su un progetto comune. Possiamo fare un passo avanti tutti insieme per rafforzare la nostra S, lavorando meglio alla relazione coi nostri produttori fornitori. Per la coop, va bene la proposta della %. Ragioniamo anche sulle risorse, sia finanziarie che umane. Per quelle finanziarie, ragioniamo su come le vogliamo utilizzare. Per quelle umane (la questione di chi partecipa e chi no), propone di definire due tipi di soci (socio A e socio B)

Paolo: voglio vedere la parte piena del bicchiere. Abbiamo fatto un sacco di belle cose. Molte iniziative, molti contatti, sta nascendo una rete solidale. Dobbiamo ragionare meglio sulla formazione del prezzo. Su questo invito tutti a leggere bene quanto inviato da Massimo sulla filiera del pane. Molto interessante quello che può nascere con Vera (scarpe, Scampia). Le scarpe di Vera e la filiera del pane potrebbero essere due progetti su cui puntare nel futuro prossimo. Per quanto riguarda la partecipazione o meno delle persone, è così, prendiamone atto.

Iaia: siamo cresciuti, in quest’anno. A me questo anno ha dato molto, in esperienze, contatti, relazioni. Dobbiamo trovare un obiettivo comune, che ci accomuni tutti, e che ognuno poi declina a modo suo. Il consumo critico può essere questo obiettivo comune di noi al concetto di GAS. Non riscontro differenze fra APS e GAS, la differenza sta solo nel tipo di approccio che abbiamo fra Per il futuro mi piacerebbe che l’APS fosse presente anche in eventi come quello del presidio per Terzigno, e vedo questo come uno dei punti di arrivo a seguito di attività di formazione. Per il rapporto con la cooperativa, penso sia importante fare cose insieme, perché questo crea comunanza e condivisione. D’accordo con la %. Infine invita Lorenza a partecipare al gruppo info con la cooperativa, dove sono state costruite e si costruiscono alcune iniziative in comune.

Lorenza: per me è importante la consapevolezza. Mi piacerebbe che facessimo più attività politica. Sarebbe importante anche conoscere altri gruppi e provare a fare cose insieme.

Maurizio: mi sono avvicinato al GAS per gli acquisti: cose buone a prezzi giusti. Poi ho trovato la relazione con gli amici, il consumo critico, l’economia solidale, il cambiamento di stile di vita, la volontà di incidere per il cambiamento del sistema economico. Non riesco oggi a vedere l’APS fuori da questo scenario macroeconomico. Dobbiamo coinvolgere altri nel consumo critico. Dobbiamo aumentare la contaminazione, attraverso il DES che oggi si materializza nelle PES. Non vedo scissione tra ASP e GAS. È vero che ci sono alcuni che comprano solo (non ne conosciamo nemmeno le facce. Nella prossima scheda di associazione potremmo mettere anche la foto!!). Dobbiamo fare notare che non siamo un GA ma un GAS, non dobbiamo rinunciare a sollecitare una maggiore partecipazione. In mancanza, ben venga l’aumento della contribuzione. Ricordiamoci del nostro Statuto, dobbiamo attivarci per coinvolgere le persone. Al riguardo, alcune amiche di Carlo Cananzi (ci siamo incontrati giovedì 22 in bottega centro), che vivono a Marano, vorrebbero formare un GAS lì, dove, a seguito delle vicende connesse alla discarica di Chiaiano, si sta creando nella popolazione una notevole sensibilità sui temi del consumo critico. Ho detto che in questa fase potremmo aiutarli per gli acquisti no-fresco mediante l’associazione di uno di loro – che veicolerebbe tutti i loro acquisti - al nostro GAS e utilizzare la loro attività di ricerca di produttori fresco (specie frutta) sul loro territorio per possibili nuove nostre relazioni
Nella nostra storia recente, vedo come punti di forza tutte le cose che abbiamo realizzato. Come punti di debolezza la relazione coi nostri soci “renitenti”.
Per la relazione con la cooperativa, va bene proposta di Giovanna. Propongo, in aggiunta, che potremmo pensare anche a forme non economiche di collaborazione alla cooperativa: turni in bottega, la gestione di un pezzo di attività.

Loredana: nel mio bilancio di un anno di GAS voglio vedere la parte piena del bicchiere: abbiamo fatto un sacco di cose, siamo una bella armonia, somma di suoni diversi. Condividiamo l’obiettivo di cambiamento e impegno politico. Prioritaria per noi un’economia diversa e più equa. Dobbiamo essere più partecipi e corresponsabili coi nostri produttori, il rapporto va rafforzato. Bella esperienza nelle PES, ho conosciuto molte persone e fatto molta esperienza. Per l a relazione con la cooperativa, per me non c’è differenza nel mio stare nell’APS e nella coop. Il sogno è lo stesso.

A questo punto, sono le 21.30, la fame si fa sentire, chi deve andare via ha fretta … la discussione si ferma qui, e parte l’assaggio dei PICO fatti da Giovanna per collaudare la ricetta che dovrà essere utilizzata il 30.

Quanto detto e raccontato a casa di Iaia vuole essere solo l’inizio di una discussione all’interno del gruppo che ci porti a definire nuove azioni che possano far crescere il senso di consapevolezza del GAS . Si intende fare più spesso incontri che siano anche di tipo conviviale che ci aiutino a conoscerci meglio e che non siano soffocati dalla limitatezza del tempo a nostra disposizione come quando siamo in bottega.
Nel nostro cercare altro, nuovi prodotti, nuovi terreni, nuovi produttori, quello che conta veramente è la disposizione d’animo con cui lo facciamo, questo determina nel tempo le nostre conquiste e le nostre stanchezze.

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