Resoconto 18 Dicembre 11

Verbale assemblea APS Friarielli del 18 dicembre 2011 c/o Centro Hurtado.

Presenti: Carla Mangione, Maurizio De Stefano, Giovanna D’Alonzo, Iaia Masullo, Paolo De Crescenzo, Roberta Alvino, Annamaria Staiano, Ernesto Castaldo, Ivana Stazio ed Emilio Verso (marito di Ivana), Aldo Bifulco, Alda Rossi, Cristina Fasano, Giulio De Palma, Marina Cotone, Lorenza Biasco, Giovanna Grieco (amica di Lorenza), Massimo Lampa, Maria Ricca, Adele Spina con Salvatore ed Elena, Anna Grandone con Dario.
Conduce l’assemblea la presidente Iaia Masullo, segretaria Giovanna D’Alonzo, Giulio De Palma prende nota delle richieste di intervento.

Argomenti discussi:
1- DIRETTIVO CHE CAMBIA
Iaia ad aprile non conferma la sua Presidenza. Massimo si è dimesso dal Direttivo, e si deve eleggere un nuovo membro.
Iaia sente il bisogno di un passaggio di testimone, anche perché avrebbe voluto fare/seguire una serie di cose che non ha potuto fare/seguire perché la presidenza ha assorbito tutto il tempo che poteva mettere a disposizione, mentre adesso le piacerebbe potersi dedicare anche ad altro nel GAS.
Giulio: la scelta del Presidente deve essere oculata e legata ad individuare una persona che abbia tempo disponibile e capacità di decisione. Iaia probabilmente ha fatto troppe cose, ed in particolare troppe cose di tipo operativo, per cui adesso è stanca. Ma Iaia ha delle ottime competenze di tipo “dirigenziale” per cui è uno spreco che utilizzi le sue energie per questioni operative, e sarebbe meglio se mettesse a disposizione del gruppo le sue eccellenze.
Giovanna: non condivido che nel GAS dobbiamo fare ragionamenti di tipo “aziendalista” per cui ad esempio dobbiamo fare valutazioni troppo razionali di ottimizzazione dell’uso delle risorse (anche di noi come soci), perché il GAS magari per qualcuno può essere l’occasione per sperimentarsi in ruoli e competenze che non ha avuto occasione di sviluppare altrimenti, e potrebbe essere proprio questo il bisogno della persona. Quindi facciamo attenzione a pensare non solo alle attitudini eccellenti di ognuno, cosa giusta e razionale, ma anche ai desideri delle persone.
Iaia: sento che ci sono tante capacità che stanno venendo fuori nel nostro GAS, è giusto far girare anche ruoli e responsabilità. Non me ne voglio andare, posso rimanere nel direttivo, ma bisogna cambiare la presidenza. E dobbiamo anche ragionare, dopo oltre 2 anni di vita della nostra associazione, di come vogliamo che funzionino questi ruoli: presidente, referenti prodotti, direttivo. Cosa ci aspettiamo? E come?
Roberta: certo questo è un passaggio da fare.
Lorenza: dobbiamo essere un po’ più responsabili, anche destrutturandoci ma con maggiore solidarietà.
Marina: dobbiamo stare attenti a non creare capri espiatori nelle varie situazioni.
Maurizio: ad esempio, il caso di oggi di Elio, che si è trovato da solo a ritirare 250 kg di farina.
Marina: dobbiamo stare attenti ad impegnarci di più, da una parte, ma anche ad esporre i problemi che abbiamo per tempo.
In ordine sparso sono partiti commenti su come sono andati gli ultimi acquisti, a volte improvvisati. Dobbiamo ripristinare la regola che l’ordine non parte se non è ben definito come e dove arriva il prodotto, chi accoglie la spedizione, chi organizza la spartizione, chi porta le cose a ogni gasetiello.
Ernesto: usare solo la mailing list può essere un problema, ci si perde. Perché non creiamo delle bacheche, una generale del GAS, e poi per ogni prodotto, in modo che ognuno possa andare a verificare, quando può, cosa succede? (Ottimo suggerimento, il gruppo web, redivivo, accoglie e considera!)

2- MARIALUISA
Iaia: per Marialuisa, dobbiamo parlare di 2 cose.
La prima, più semplice e veloce: Marialuisa fa molto, anzi troppo per noi, e sarebbe auspicabile che noi partecipassimo di più. Proposta, il giovedì pomeriggio faremo turni da lei per aiutarla a preparare le ns borse. Teniamo presente che è lei ad organizzare le nostre borse di fresco, mettendo insieme i suoi prodotti, quelli di Pucciarelli e quelli di Libera che vengono portati li. Quindi lei non solo offre la soluzione logistica al nostro fresco, ma fatica per noi almeno un’ora e mezzo in più, per mettere insieme tutte le cose per i vari gasetielli, e poi si gestisce anche l’andirivieni del gruppo del Centro. Insomma, è davvero troppo! Lei inoltre ci raccontava che spesso il giovedì i clienti che passano dal suo negozio e vedono le ns borse del fresco e il nostro andirivieni, chiedono informazioni, e lei non sempre ha il tempo e la disponibilità di farsi 4 chiacchiere, mentre si rende conto che c’è molta richiesta. Se andando a ritirare la nostra spesa non andiamo troppo di corsa e ci fermiamo ognuno qualche minuto in più, potremmo essere noi stessi a raccontarci a chi chiede informazioni. Si potrebbe chiedere la disponibilità di chi si è offerto per la distribuzione. La fascia oraria sarebbe dalle 14.30 alle 15.30 circa.
La seconda cosa di cui parlare: alcuni di noi già sanno che c’è in giro tutta una campagna di email su una querelle tra AIRES e Marialuisa. Senza voler entrare nel merito, perché c’è un’inchiesta in corso, abbiamo pensato di parlarne tra di noi anche su esplicita richiesta di Marialuisa, che vuole avere con noi una relazione trasparente, e non si sottrae al confronto sulla vicenda, con le opportune cautele.
Iaia e Giovanna hanno avuto modo di parlare con Marialuisa, a cui hanno chiesto lumi. A livello personale, sia Iaia che Giovanna hanno dichiarato la disponibilità a sostenere Marialuisa in questo momento difficile, anche cercando se necessario contatti per un maggiore supporto legale. Marialuisa ha ammesso che forse può non sempre aver tenuto atteggiamenti sereni in una storia di relazioni miste fra il rapporto commerciale e quello personale.
Lorenza: come GAS dobbiamo mantenere una posizione neutra e prudente, stiamo parlando di cose di una certa rilevanza e di accuse di una certa gravità. A livello personale possiamo ovviamente prendere la posizione che vogliamo, ma come gas dobbiamo essere neutri e prudenti.
Alda: sono molto imbarazzata in merito. Conosco sia Marialuisa che AIRES
Anna G.: anche io sono in difficoltà, perché conosco Carmela , di Aires, e Marialuisa. Aires sta sicuramente sbagliando nei modi, facendo una campagna diffamatoria, ma è anche vero che all’epoca io ho ricevuto email contro AIRES con contenuti diffamatori, ed erano email anonime. anche io penso che il GAS debba mantenere una posizione neutra, posto che non sappiamo veramente come sono andate le cose.
Maurizio ci chiarisce alcuni aspetti di procedura penale: il soggetto A propone esposto/querela su soggetto B e in Procura si apre un fascicolo. Il Procuratore se reputa l’esistenza di presupposti , indaga. In tal caso, non è necessario che senta il querelato (che quindi può non sapere di essere indagato). A conclusione di questa sua indagine, il procuratore invia al GIP (Giudice delle Indagini Preliminari) o per chiudere la cosa (non ci sono elementi sufficienti) o per richiesta rinvio a giudizio (ci sono elementi e quindi chiede che si proceda con un giudizio). Ancora senza eventualmente sentire il querelato. A fine indagine il GIP chiude la questione e può rinviare a giudizio l’indagato, che viene ufficialmente informato del procedimento a suo carico e solo quando il procedimento arriva al GUP (Giudice udienza preliminare) interviene, presenta memoria difensiva o rendere dichiarazione spontanea, e può chiedere il rito abbreviato. Nel caso di procedimento ordinario, c’è un dibattimento (si sentono le varie parti), in caso di rito abbreviato, il GUP prenderà una decisione in base all’indagine del GIP e alla memoria difensiva del querelato (carte scritte). Nel caso di Marialuisa, adesso siamo in fase GUP.
Adele: sono d’accordo con Anna G. e Lorenza . ma a livello emotivo, questa faccenda mi ha smosso una serie di emozioni. Ho letto i capi di imputazione, le accuse sono pesanti, sto continuando ad ordinare ma devo dire che non ho l’animo sereno.
Iaia: sono girate due email sulla faccenda, e sono molto diverse tra loro.
Massimo: siamo un GAS, non una Procura. Mi interessa la relazione con Marialuisa, ed è l’unico piano che di relazione con lei. Poi, se vogliamo entrare nel merito, ritengo che sia una guerra commerciale. Non entro nel merito della questione legale. Nella dimensione commerciale, AIRES è un distributore, prendeva anche prodotti del commercio equo, ma poi ha partecipato al bando della Regione come GAS, pur non essendolo. Il mio rapporto con Marialuisa è integro, lei si comporta in maniera cristallina.
Paolo: della dimensione legale non mi interessa, e non ho l’idea della legalità per cui non mi interessa. Questo fatto non modifica di una virgola la mia relazione con Marialuisa, non è inerente alla sua attività per cui è in relazione con il nostro GAS.
Maria R: sono contenta che se ne parli, e che qualcuno di noi sia andato a parlare con Marialuisa, e che non siamo rimasti “neutrali”, lasciando decidere agli altri. E sono contenta che non abbiamo deciso di fare finta di niente. Cosa significa per noi “rapporto fiduciario”? io intendo che vado da lei e le chiedo ”ho saputo questo, e ti riguarda. Tu cosa mi dici? cosa è successo?” non può essere un giudice con la sua sentenza a farmi decidere cosa fare, ma cosa mi dice lei e come me lo dice e come si pone lei sulla questione nei miei confronti, che mi farà decidere sulla nostra relazione di fiducia.
Ernesto: sono in parte d’accordo. La fiducia non è A PRESCINDERE
Anna G: sono d’accordo con Maria. La dimensione etica dei ns produttori deve essere importante
Ivana: Marialuisa, se c’è un procedimento, non ne può parlare, sarà vaga giustamente. Comunque, dal nostro punto di vista, la cosa non riguarda la coltivazione.
Roberta: stanno venendo fuori le ns piccole contraddizioni. Parlando di AIRES che è un distributore, mi viene in mente che anche I frutti del Sole sono una piattaforma di distribuzione, e non ci siamo mai posti il problema più di tanto.
Roberta: ho bisogno di sapere perché Aldo Pappalepore non partecipa più alle ns assemblee.
L’argomento si chiude decidendo che la questione non modifica al momento i nostri rapporti con Marialuisa, ma apre il discorso su cosa significa per noi il rapporto di fiducia con un produttore (ne parleremo in futuro) . Ognuno di noi deciderà se e come chiarire con lei la questione e se aiutarla laddove ne avesse bisogno.
Giovanna: esaurita la discussione su Marialuisa, e poiché nel frattempo è arrivato Massimo, riprendiamo il primo punto di discussione che avevamo lasciato appeso (Direttivo, Presidenza e dimissioni Massimo), torniamo su questo. Breve riepilogo a Massimo di quanto si era detto a inizio assemblea.
Massimo: sulle mie dimissioni, ho preso atto che all’interno del direttivo sono nate difficoltà di inquadramento delle tematiche, e sono nate difficoltà di intendersi tra me e Iaia. Ad esempio, sulla necessità di fare chiarezza sulla questione della partecipazione, piuttosto che sulla birra karma, o sulla relazione coi produttori. Come GAS ci diamo solo una dimensione commerciale (l’acquisto), una dimensione commerciale e culturale (consumo critico e stili di vita), una dimensione commerciale culturale e politica (modello economico)? Su questo, non c’era la stessa posizione.
Roberta: Massimo, ritieni che la tua posizione sia condivisa anche da altri? Se è così, come si fa?
Massimo: si torna a discutere in assemblea.
Lorenza: non sono d’accordo con le dimissioni di Massimo e non condivido la modalità. Siete stati eletti dall’assemblea, se ci sono posizioni divere, fermiamoci e discutiamo anche 4 ore se serve. non regrediamo.
Carla: caro Massimo, ritira le dimissioni. Tutta questa diversità io non la vedo. Vedo diverse modalità, tra te e Iaia, e secondo me sono diversità di genere , maschile e femminile. E secondo me sono importanti entrambi, sia a livello di pensiero che di azione.
Iaia, quando sono andati via altri membri del direttivo, non abbiamo chiesto tanti perché. Ma Massimo è diverso. è sempre uno spunto, anche attraverso il contrasto. Rispetto la sua scelta, ma non avrei voluto che si dimettesse.
Massimo: non è questo il punto il problema, sono gli organismi collettivi, crescono e si rinnovano in maniera dialettica. È importante che non ci siano personalismi o egemonie. Per me è importante che il processo vada in una certa direzione. Il direttivo ha smesso di essere un catalizzatore per sveltire i processi, ha fatto troppo, e l’assemblea ha delegato al direttivo. Una serie di cose per me importanti sono rimaste appese, e senza luogo di discussione. Esempio la birra Karma, oppure l’olio. O ancora la questione della partecipazione. Abbiamo immaginato modelli, ma non hanno mai fatto passi avanti.
Giovanna: è giunto il momento, sentito da molti, di fare il punto dopo 3 anni di attività di riavvio del GAS e vedere come vogliamo procedere
Lorenza: non condivido il modo “non sono d’accordo, me ne vado”. Troviamo un modo per discutere e trovare una strada comune.
Roberta: sento il disagio di Massimo nel direttivo, e che c’è scollamento nel direttivo, e tra direttivo e assemblea. Aldo non c’è. Ci sono diverse velocità, ma non arriviamo a rotture. Discutiamo prima, il ruolo di Massimo come spunto di riflessione per me è stato ed è molto importante. Anche se io, ad esempio, non sempre riesco a seguirlo, perché non ne ho sempre il tempo. Non riusciamo a seguire tutto tutti.
Maria R: i momenti di rottura, o discontinuità, sono momenti che possono aiutare a capire le dinamiche che ci sono sotto. Poi, le scelte personali, che non sono mai prese alla leggera, vanno rispettate. È importante però capire. Eviterei però semplificazioni e personalizzazioni. Ci sono diverse impostazioni, e sono evidenti. È evidente che ci sono persone che hanno un approccio solo da consumatori di prodotti, vedi l’esempio della birra karma, e quindi applicano come criterio di scelta prevalente il gusto, e una parte di noi che usa il consumo come veicolo per fare altro (politica, consumo critico). La questione è questa. Dobbiamo parlare di questo e approfondire questa nostra scelta.
Giovanna: ribadisco che ho forte la sensazione che è un momento di scelta, secondo me abbiamo una forte identità, ma nel correre, a volte siamo sciatti. Vediamo alcuni degli ultimi ordini, ad esempio i torroncini, che sono la prima ad aver ordinato, per poi rendermi conto parlandone con Elio che sono anche prodotti della bottega. ma questo è solo un esempio. Vedi anche la questione dei casini nella gestione degli ordini, luoghi, persone, tempi… non penso che sia una questione di non avere chiaro cosa siamo e come lo vogliamo essere, penso che la nostra identità come GAS sia molto bene definita e chiara a tutti, ma che forse ognuno ha i suoi tempi nei cambiamenti profondi, e che i livelli di “assorbimento” sono diversi per ognuno, e che a volte siamo sciatti e superficiali nel fare le cose. Se guardo indietro, e vedo il percorso fatto finora, penso che abbiamo fatto un sacco di belle cose, e bene. C’è una conoscenza reciproca diffusa con relazioni solide. Le relazioni coi produttori i sono assai rafforzate. Le attività che facciamo sono molte e belle, e stabili. La rete si allarga, nuove iniziative si muovono intorno, in una rete di sottoinsiemi comunicanti. Abbiamo però a volte la tendenza alla corsa, senza riflettere troppo, e siamo quindi a volte disordinati, sciatti, disattenti, distratti. Rallentiamo e ragioniamo su come vogliamo andare avanti.
La nostra presidente in carica vorrebbe intervenire, ma è molto emozionata, cede la parola a Maurizio.
Maurizio: d’accordo con Giovanna, la famosa S la stiamo declinando bene. Se vediamo, abbiamo mosso circa 50.000€ quest’anno, sottratti alla GDA. Abbiamo relazioni forti con i nostri produttori, soprattutto con alcuni. Siamo un GAS, e la nostra S si fa sentire. Vediamo se riusciamo a crescere. Il sottogruppo dei più attivi è molto impegnato anche su più fronti. C’è un gruppo che partecipa di meno, ma si sta a mano a mano riducendo. Alcuni di noi più sensibili ai ns temi, si danno da fare nel DES, nel circolo della decrescita. E ricordo a tutti che il direttivo ha un ruolo di coordinamento e di proposta, mai di decisione. Le decisioni sono solo dell’assemblea, luogo del confronto e della decisione.
Carla: è vera la “sciatteria” di cui dice Giovanna.
Iaia: secondo me, si sta chiudendo una fase, che ci è servita per una conoscenza reciproca capillare. Adesso riflettiamo su cosa volevamo e come vogliamo continuare.
Maria R: con una dimissione è stato posto un problema, cosa ci può essere dietro? Cogliamo l’opportunità del momento di discontinuità per riflettere su questo.
Massimo: faccio un esempio e lancio una provocazione: ci sono due coppie di genitori che hanno ognuna un figlio. In entrambi i casi, il computer del figlio si è rotto e c’è una famiglia di amici che ne ha uno funzionante utilizzabile. In uno dei casi, il figlio telefona direttamente agli amici dei genitori chiedendo se può utilizzare il loro PC. Nell’altro caso, sono i genitori a telefonare agli amici chiedendo se il figlio può usare il loro PC.
Giovanna: non condivido l’esempio. Facciamo l’esempio che la stessa coppia di genitori ha due figli, che si comportano in maniera diversa. Riutilizzo il vantaggio del verbalizzante ancora una volta. Ragionando meglio su questo punto, non sono proprio d’accordo con la metafora del genitore utilizzata. Io nel gas voglio sentirmi in un gruppo di pari, non voglio educare nessuno. Voglio poter essere come sono, e quindi anche fallace e con tutti i mei limiti – con la tolleranza e indulgenza mia e degli altri- e provare a realizzare come vorrei essere (consumatrice critica, stile di vita decrescente, realizzare un modello economico diverso da quello attuale) - con il sostegno e supporto degli altri del gruppo. È ovvio che mi pongo anche il problema della partecipazione e della capacità di iniziativa di ognuno di noi, perché impatta su di me, e provo a sollecitare quando serve.
Iaia: questo è il momento del cambiamento. Fermiamoci fino ad aprile, e ragioniamo su come ci vogliamo porre.
Adele: stiamo ad un giro di boa. E da come ci comporteremo, dipenderà secondo me chi rimarrà e chi deciderà di andar via. Se ritrovo nel GAS le stesse cose, gli stessi problemi che devo affrontare ogni giorno nel mondo esterno, allora non sono interessata. Fermiamoci sugli ordini, eccetto che per il fresco, e prendiamoci tempo per altro. Ad esempio per la formazione.
Anna S: non dobbiamo aspettare aprile, facciamo prima.
Iaia: infatti, proponevo di partire da adesso fino ad aprile. Anche io penso che facciamo troppi ordini, e abbiamo troppi prodotti. Fermiamoci un momento per ragionare insieme. .
Ivana: chiariamo come si scelgono i produttori, anche a chi come me adesso si sta avvicinando al gruppo. E magari così diventa una riflessione per tutti.
Lorenza: proposta: facciamo un comitato etico del GAS che si occupi di questi aspetti.
Roberta: decidiamo a caldo l’odg della prossima assemblea.
Alda, sulla proposta di Lorenza: in effetti, tutti noi che siamo nel gas facciamo parte del comitato etico. È a monte.
Iaia propone che nella prossima assemblea si riparta dal rapporto con il produttore, da cosa cerchiamo e come lo vogliamo portare avanti, come relazionarci.
Ivana: mi piacerebbe che ci fosse una maggiore sinergia con il circolo della decrescita.
L’assemblea si scompagina, sono le 22.00. siamo stanchi, affamati… e ci iniziamo a sparpagliare mentre mettiamo tavola e ognuno tira fuori manicaretti di ogni genere, vino, …
Come sempre, sembra l’ultima cena 
Mentre mangiamo, Iaia racconta della visita al laboratorio di Vera, e di quanto discusso in quella sede. Il gruppo che approfondirà la questione (Anna, Carla e Giovanna, che prenderà contatti con Antonio Vitolo che già sta dando una mano a Vera) ci farà sapere in tempi brevi se ci possiamo attivare come GAS per far vendere una bella quantità di caldini a Vera, con cui può autofinanziare l’acquisto della canapa (che sta finendo)

Presidente : Iaia Masullo verbalizzante : Giovanna D’Alonzo

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