Resoconto 171110

Assemblea APS Friarielli 17 novembre2010

Il giorno 17 novembre 2010 alle ore 18,30 si è riunita presso la sede di Vico Monteleone, 8 in Napoli l’assemblea ordinaria dell’APS GAS Friarielli con il seguente ordine del giorno:

OdG:
• 1) Attività di diffusione
• 2) proposta di modifica delle modalità di partecipazione all'associazione.

Presenti (in ordine sparso)
Iaia Masullo (presidentessa APS), Massimo Lampa, Emiliano Di Gennaro, Eduardo De Luise, Paolo De Crescenzo, Maria Desiderio, Aldo Pappalepore, Giovanna D’Alonzo, Maurizio De Stefano, Anna Grandone, Roberta Alvino. Alessandra Rocco, Giorgio 40, Tina Aiello, Giuseppe Fiore, Cristina Fasano, Elio De Vescovi, Stefano Cocca, Maria Amendola.
Un nuovo forse socio: Stefano Cocca
Un osservatore incuriosito: Rosario Nasti

L’assemblea chiama a verbalizzare Emiliano di Gennaro, aiutato da Paolo De Crescenzo che coordina gli interventi.

Sul punto 1) dell’OdG [Genovesi e Botteghe del Sociale]
la presidentessa esordisce richiamando gli impegni del mese di dicembre: la partecipazione come GAS alle giornate di discussione al Liceo Genovesi e la partecipazione alla manifestazione delle Botteghe del sociale.

1 - INCONTRO AL GENOVESI

Per quanto riguarda la giornata al Genovesi chiama ad introdurre la questione Massimo che, assieme a Piero e a Cristina, ha dato disponibilità di presenza alla manifestazione.

Massimo chiede a tutti di suggerire possibili temi da presentare come GAS. Inoltre richiede di verificare se sia possibile avere una doppia data – una volta come GAS un'altra come bottega – allo scopo di sfuttare al massimo l'opportunità.
Si propone, visto il particolare auditorio, di focalizzare l'intervento sulla qualità del cibo e sul consumo critico più in generale.
Roberta propone di proiettare brevi documentari, come “La storia delle cose“ di Annie Leonard.
Giovanna a patto che qualcuno la aiuti ad organizzare il materiale si rende disponibile a presenziare all'incontro. Iaia si aggiunge alla squadra e ricorda a tutti che il 25 novembre al Vomero si riunisce il gruppo informazione per coordinare i contenuti dell'intervento con la bottega e fissa per il 29 c.m l'appuntamento per l'organizzazione materiale dell'evento.

2 - BOTTEGHE DEL SOCIALE

Massimo inoltre relaziona sulle attività relativa alla manifestazione delle Bottehe del Sociale. Quest'anno la manifestazione vuole porre l'accento sulla circolazione delle informazioni relative a queste realtà mettendo a confronto le esperienze dei diversi gruppi locali. Inoltre ricorda che, in qualità di invitato, interverrà alla manifestazione anche Saroldi che ha espresso un vivo interesse per la realtà napoletana. Le manifestazioni, che si svolgeranno nelle date del 17-19 dicembre, prevedono eventi pubblici, seminari, momenti ludici e gastronomici. Quest’anno in particolare ci sarà un luogo apposito riservato ai seminari
Paolo chiede a tutti se il GAS intende partecipare all'evento. Si conviene che è importante partecipare, anche se in maniera più attiva rispetto alla scorsa edizione con cartelloni, “torchio” (di Maria), etc.
Giovanna propone di far presenziare i nostri produttori al banchetto del GAS.
Tina propone la presentazione di prodotti locali, come ad esempio il cavolo “torzella”, come campioni della biodiversità e magari delle ricette tipiche della tradizione che coinvolgono questi prodotti.
Aldo sostiene che non dobbiamo coinvolgere i produttori locali ma piuttosto puntare sulla nostra imperizia e spontaneità per un contatto più autentico con le persone, mostrando magari tabelloni sull'alimentazione (prodotti stagionali, prodotti locali, etc. etc.).
Paolo suggerisce di organizzare tutto questo materiale in pacchetti da “riciclare” in altre occasioni (vedi per esempio le Piazze del Sociale).
Roberta propone di portare in piazza il “piatto quotidiano” portando in piazza gli ingredienti di ciò che si è cucinato quel giorno. Magari in barattoli con etichette molto vistose/visibili.
Anna suggerisce di esaltare con un paragone diretto le differenze fra piatto cucinato con i prodotti “normali” e piatto cucinato con i prodotti del GAS.
Le due manifestazioni alle quali siamo stati chiamati a partecipare, così come il nostro impegno nella PES di Santa Chiara ad organizzare un’area formazione/informazione, ci convincono che è necessario preparare un “pacchetto” GAS, fatto di cartelloni, ide, etc da portare con noi ed utilizzare per i vari scopi. Alcune idee sono uscite dall’assemblea , altre potrebbe nascere. Giovanna raccoglierà tutte le proposte sia per le botteghe, sia per altre occasioni.

Va inoltre ricordato che come GAS stiamo organizzando per la PES di santa Chiara (e non solo) un intervento sulla spazzatura, sulla differenziata e tutto il ciclo che gira intorno. Il tavolo DES-GAS ci sta lavorando.

Sul punto 2) dell’OdG [proposta di modifica delle modalità di partecipazione all'associazione]
Iaia illustra una serie di proposte, proveniente dal direttivo, organizzate nei punti che seguono.

1 – VARIAZIONE DELLA QUOTA ASSOCIATIVA

Si vorrebbe eliminare la quota di contribuzione volontaria (oggi del 5%) ed aumentare corrispondentemente la quota di iscrizione per ottenere lo stesso introito annuale. Nessuno espone motivi di contrarietà alla proposta, che viene dunque accettata. Va messa a punto una proposta definitiva che poi dovrà essere approvata dall’assemblea prossima per il nuovo anno.

2 – VARIAZIONE DELLE MODALITÀ DI ISCRIZIONE DEI NUOVI SOCI

L'idea è che i nuovi soci agiscano per un periodo iniziale di prova sotto la tutela di un socio “anziano” che illustri tanto le finalità che i meccanismi di partecipazione dell'associazione. Nel periodo di affiancamento il nuovo socio potrà effettuare acquisti soltanto attraverso l'intermediazione del socio anziano. Anche in questo caso nessuno ha mostrato particolari contrarietà alla modifica che si può considerare sostanzialmente approvata.

3 – INTRODUZIONE DELLA BANCA ORE

Si propone di introdurre la Banca delle Ore e cioè un meccanismo che tenga conto del contributo partecipativo di ognuno dei soci alla vita del GAS. Ad ogni attività del GAS va in qualche modo assegnato un monte ore-gas. Alla fine di un periodo, da stabilire se semestrale o annuale, i soci che abbiano contribuito in maniera inferiore alla media (ricavata a posteriori in base a tutte le attività che sono state svolte dai soci attivi nel periodo in questione) saranno chiamati a controbilanciare questa sperequazione, con mezzi e modalità ancora da definire (monetaria, di partecipazione,…).
Anna esprime il proprio forte dissenso contro la monetarizzazione della compensazione.
Massimo racconta a tutti delle esperienze di altri GAS in Italia, in cui questo tipo di soluzione è stata adottata. Dopo un periodo iniziale (circa otto mesi) in cui la compensazione è stata di carattere monetario, anche i soci meno attivi si sono “convertiti” ad una partecipazione più attiva rendendo di fatto inutile la compensazione monetaria.
Alessandra Rocco, pur concordando con la proposta, sottolinea la necessità di considerare in modo diverso le modalità di contribuzione di ognuno dei soci rispetto alle condizioni familiari e lavorative.
Cristina propone che i pagamenti invece che in denaro siano fatti in cene
Roberta, cercando di mitigare la proposta, propone di rendere pubblica la quantità di tempo dedicata da ognuno dei soci sperando che questo possa sensibilizzare i meno impegnati.
Iaia ci ricorda quanto il nostro GAS sia diverso dagli altri: in molti altri GAS esiste addirittura la lista di attesa per entrare, ci sono anche minimi di spesa da assicurare ogni settimana per mantenere la partecipazione. Riconosce la necessità di stimolare la partecipazione attiva dei soci, anche se spesso tutti sono stati sollecitati sulle diverse attività. Fa presente inoltre che forse dovremmo tener conto anche delle vite di alcuni soci, dei loro impegni familiari, ma questo presuppone la conoscenza delle persone, mentre molte ci restano ignote.
Paolo sostiene che, da sempre, l’anima di questo gas è la libera associazione dettata semplicemente dal piacere della condivisione. Inoltre sottolinea che, opportunamente stimolate, anche persone in passato poco coinvolte adesso svolgono attività del tutto fondamentali per la vita del GAS. D'altra parte esistono diversi modi con i quali ognuno di noi potrebbe fornire il proprio contributo. Ricorda infine che calendari ed elenchi delle attività sono stati più volti proposti ma mai effettivamente usati.
Massimo sottolinea come la forma partecipativa dell'associazione si basi sul senso di responsabilità dei singoli soci. Se questo viene meno la richiesta monetaria può essere un mezzo necessario (ma lurido) per risvegliare l'interesse nei meno attivi.
Giovanna a questo punto accoglie il nuovo futuro socio scusandosi con lui per non averlo fatto prima. Ribadisce che non sono stata però tentate pienamente strade alternative e che per esempio rendere pubblica ed evidente la partecipazione dei soci possa essere un mezzo valido per raggiungere lo scopo. Sostiene la necessità di una gradualità nel processo di “conquista” dei soci meno attivi.
Aldo considera giusto il richiamo al senso di responsabilità ma non la “punizione” per chi non partecipa. Si può immaginare di conteggiare il contributo di ognuno e a fine d'anno stabilire se è il caso di non rinnovare l'associazione a chi ha fatto meno del minimo previsto. D'altra parte esiste il circuito DES/GAS che consente l'acquisto dei prodotti anche senza associazione.
Maurizio suddivide i soci in tre categorie: i “Militante”, i “Vorrei-ma-non-posso” ed i “Menefreghisti”. Per tutelare i “Militanti” ed includere i “Vorrei-ma-non-posso” riprende l'idea di Aldo e propone la possibilità di una doppia tipologia di associazione: “Volontario” e “Non-volontario”, ovviamente con quote contributive diverse.
Paolo continua a non essere d'accordo con questi approcci e ribadisce che non si può imporre la partecipazione.
Giuseppe è contro la monetizzazione e a favore di tutte le altre possibili soluzioni che possano risvegliare i soci passivi.
Giovanna si impegna a scrivere una lettera a titolo personale ad ognuno dei “soci dormienti” per tentare di riallacciare i contatti.
Maurizio sostiene che l'iniziativa di contattare questi soci debba essere una responsabilità del direttivo e ricorda che, nel computo della partecipazione alla vita dell'associazione, è giustamente da includere il contributo che i soci danno anche alla Bottega.
Roberta propone che la riunione mensile possa avere un carattere itinerante fra i vari gasetielli in maniera da coinvolgere le persone che hanno più difficoltà a spostarsi per la città.
Massimo sostiene che di alcuni soci assenti non conosciamo nulla, neanche il volto. L’associazione si basa sulla costruzione di relazioni forti, chi non partecipa non vuole costruire relazioni e dunque l'associazione non ha alcun interesse ad includerli.

La discussione si protrae in maniera stimolante poiché il punto della partecipazione attiva, anche se spesso discusso, non ha mai trovato una soluzione soddisfacente per tutti. Forse alcuni soci non si rendono conto neanche del lavoro che c’è dietro le call e le consegne dei prodotti. Occorrerebbero più momenti di incontro per cercare di vedere almeno una volta in viso tutti i soci, conoscersi. La conoscenza potrebbe rappresentare un passo avanti verso il coinvolgimento maggiore.

Per mancanza di tempo e di un punto di sintesi soddisfacente non è stata presa nessuna decisione in merito a tale punto, che si rimanda ad una discussione sul forum del GAS.

Del ché è verbale.

Del ché è verbale.

Il segretario La presidentessa
Emiliano Di Gennaro f.to Iaia Masullo
Unless otherwise stated, the content of this page is licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License