Olio

L'acquisto di olio viene effettuato una volta all'anno.
Il fornitore scelto è

AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA
PASQUALE VERRONE
84027 Sant’Angelo a Fasanella (SA)
Tel.: 0828961082 - 3397005347
P.I. 02163190651

L’azienda agricola biologica Pasquale Verrone è ubicata nei territori di Sant’Angelo a Fasanella e Bellosguardo, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ad un’altitudine variabile tra i 450 ed i 1000 m s.l.m.
Pasquale Verrone è l’attuale titolare dell’azienda, ed è agricoltore, nonché allevatore di bovini, praticamente da sempre, così come lo è la moglie Angelina.
I coniugi Verrone hanno due figlie, che li aiutano nel lavoro, e la seconda figlia, Silvana (vedi scheda a parte) si occupa anche della parte amministrativa e commerciale dell’azienda.
Nell’azienda si praticano prevalentemente l’olivicoltura e la viticoltura, ma c’è anche una piccola produzione di noci e castagne, nonché ortaggi e cereali, più che altro per uso familiare, mentre si sta incrementando la coltivazione del fico bianco del Cilento, per la produzione di fichi secchi, sia normali che ripieni con noci e semi di finocchietto selvatico, e a volte con scaglie di cioccolato fondente.
Dal 1999 l’azienda pratica l’agricoltura biologica, secondo il REG. CEE 2092/91, successivamente modificato con il Regolamento CEE 1257/99, ed è controllata dal Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici, con sede in Bologna.
Accanto alle coltivazioni, c’e anche, come già detto, l’allevamento di bovini da carne, razza podolica, dal cui latte (poco, non essendo bovini da latte) si ricavano, in primavera, formaggio, ricotta, caciocavalli e burrini.
Prossimi obiettivi dell’azienda sono: per l’olio, il riconoscimento della D.O.P. ‘Colline Salernitane’, la coltivazione sperimentale di piante officinali, il recupero di una coltura tradizionale, quale il lupino bianco (esiste una zona chiamata ancora oggi ‘Lupinelli’), l’iscrizione all’albo regionale delle fattorie didattiche, istituito dalla Regione Campania a novembre 2004.

L’OLIO
Punto forte della produzione aziendale è sicuramente l’olio extravergine di oliva, denominato “Aia dei Ciardi”, dal nome di una località in cui è ubicato uno dei vari uliveti, in quanto ha un gusto particolarmente piacevole e delicato al palato, che lo rendono ideale per ogni pietanza.
L’olio della campagna 2004/2005, ancora in corso, e con termine ultimo il 31 dicembre 2004, è risultato eccellente al panel test, in quanto assolutamente privo di difetti, e dalle caratteristiche qualitative molto spiccate.

IL VINO E L’ACETO
In azienda si produce soprattutto vino rosso, ricavato da uve di vari vitigni. Il colore rosso amaranto ed il gusto intenso sono dovuti sia alla miscela delle uve, sia al clima secco ed asciutto, tipicamente mediterraneo.
Con le eccedenze accumulatesi negli anni, si è ricavato un ottimo aceto per insalate, sia rosso che bianco.

I FICHI
E’ tradizione tipicamente cilentana far essiccare i fichi bianchi, per avere delle scorte di frutta secca, durante l’inverno. Esse servivano per i decotti contro mal di gola e raffreddori, ma anche da ‘cibo’ alternativo e molto calorico e proteico, durante i lavori in campagna, quando c’era ancora l’usanza di pranzare nei campi. Questa tradizione è ancora in vigore, benché gli scopi siano un po’ diversi: i fichi secchi infatti sono utilizzati soprattutto durante il periodo natalizio per preparare le cosiddette strenne.
Nell’azienda Verrone si preparano quattro tipi di fichi secchi: normali, coppie aromatizzate con semi di finocchietto selvatico, coppie con semi di finocchietto e noci, ‘quadrifogli’ ripieni con noci, semi di finocchietto e scaglie di cioccolato fondente (l’unico prodotto non aziendale).

L’ALLEVAMENTO
La razza podolica è la più antica razza bovina conosciuta a tutt’oggi. Essa già esisteva al tempo degli antichi Egizi, ed è giunta ai nostri giorni con pochissime variazioni. Un bovino podolico si riconosce dalle corna lunghe e dritte e dal colore grigiastro del manto. Altra particolarità è l’aspetto selvatico e l’asciuttezza del corpo: infatti, non si è mai riusciti ad addomesticare questi animali, e l’unica maniera per allevarli ancora oggi è quella di tenerli allo stato semibrado, con l’alpeggio durante la stagione calda, e lo stallaggio nei mesi invernali, con l’impegno, però, di portarli quotidianamente al pascolo almeno per qualche ora.
La vita all’aperto rendono la carne dei bovini podolici piuttosto scura, ma saporitissima, da cuocere molto lentamente per evitarne il possibile indurimento.
Dal poco latte che se ne ricava possono essere prodotti formaggio, ricotta, caciocavalli e burrini. Questi ultimi sono pallottole di burro (che si ricava a sua volta dalla ricotta) rivestite con pasta di caciocavallo. Alla vista somigliano ad una piccola scamorza, ma… con sorpresa!

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