Info Detersivi

Info sui detersivi

Ci avevamo incominciato a lavorare con Costanza. Questi sono una serie di link e informazioni che raccolte riguardo i detersivi.

La pagina dei biodetersivi di altervista ;molto completa, anche a riguardo delle "ecobufale":

qui

Si trovano anche le descrizioni degli "additivi" e del perchè e come utilizzarli.

Avevamo anche incominciato a fare un file di confronto per il "prezzo/lavaggio" (che non trovo :o)).

Poi mi ero imbattuta, a partire dalla mailing list di mamme e papà utilizzatori di pannolini lavabili nel mitico manuale, di cui vi posto comunque il link (per tutti i genitori di bambini più o meno piccoli).
http://mondobimbo.biodetersivi.altervista.org/mondobimbo/

Per tutti gli interessati: l'elenco dei prodotti chimici come ingredienti di cosmetici/prodotti per pulire:
http://www.biodizionario.it/

Proprio in questi giorni poi sempre sulla mailing list c'erano degli interventi sui detersivi alla spina (anche rispetto alle macchine che si trovano presso la grande distribuzione), per cui riporto quello che è stato detto:

"Vi incollo le ultime notizie.
Maria Teresa

Carissimi, sono stata alla presentazione di Officina Naturae, a Mozzo sabato 7 Marzo.
Avevo avuto richiesta da Xxxx Yyyy di informarmi sulla situazione del Re-imballo, quindi ho fatto specifiche domande e di seguito vi mando la relazione.

Il discorso è lungo e articolato per arrivare a comprendere cosa vale la pena e cosa è effettivo risparmio ambientale:

1) il primo passo compiuto dall'azienda O.N. è stato quello di concentrarsi sulla formulazione di detergenti di qualità e in formulazione concentrata.
Questo indica due parametri importanti: il primo è che non ha senso pensare al riciclo delle plastiche e vendere al loro interno detergenti ottenuti da derivati petrolchimici e affini, ad altissimo impatto ambientale. Putroppo nel campo delle eco_vendite bisogna considerare che tanti rivenditori puntano sulla sensibilità del consumatore anche utilizzando queste "leve ecologiche", infatti si trovano in commercio detersivi alla spina che nella loro composizione tutto sono tranne che ecologici e concentrati. Quindi come prima cosa è importante valutare che tipo di detersivo è contenuto nei contenitori.
Il secondo aspetto è che un detersivo di ottima qualità a basso impatto ecologico e concentrato riduce già di per se la quantità di plastiche immesse sul territorio (lava bene con poco detersivo: servono quindi meno flaconi per contenerlo).
In sintesi quando si affronta la scelta di detersivi e si valuta il detersivo alla spina è importante che esso sia di alto livello ecologico effettivo e che sia concentrato.

2) Il secondo passo compiuto in tempi recenti da O.N. è stato occuparsi dei contenitori e del modo di ridurre il loro impatto ambientale.
A questo punto urge qualche considerazione sull'impatto reale dei detersivi alla spina:
le tanichette da 25 a 60 litri di detersivo alla spina che arrivano nei negozi vengono restituite vuote (generando uno spreco di energia su ruote o ferrovia) e devono essere trattate come rifiuti speciali, quindi devono essere pulite e igienizzate prima di potere essere riempite di nuovo. Tutto ciò consta un notevole impatto ambientale che grava sull'ecologicità del prodotto finale e anche sul costo perchè l'operazione è molto costosa.
Secondo un ricerca uscita il mese scorso commissionata da Assocasa (http://www.zeroemission.tv/objects/Pagina.asp?ID=4947 ) lo sfuso è sostenibile solo ed esclusivamente se il flacone è riutilizzato almeno 4/5 volte. Questo dato è valido per l'Italia centro-sud dove la percentuale di raccolta differenziata è più bassa rispetto al nord. Al nord la sostenibilità parte da 6 riutilizzi, per via della maggior percentuale di riciclo.
Quindi il messaggio che passa normalmente del vantaggio ambientale per lo sfuso è difficilmente sostenibile. In questa ricerca è calcolato anche il "costo" produttivo degli erogatori automatici, quegli scaffali speciali che normalmente si vedono nelle varie Esselunga o Coop. E che costano circa 30.000 euro l'uno.
Officina naturae e altre aziende non producono lo scaffale erogatore (si eroga spillando a mano) e quindi nella valutazione del loro sfuso non c'è il costo ambientale (pesante) di un erogatore automatico.
Ad ogni modo per coprire una fetta di mercato particolarmente sensibile anche ON produce i fusti da 25 litri per detersivo alla spina (vedi ad esempio negozio "il germoglio" di Almè). Questi fusti non viaggiano avanti e indietro per l'Italia perchè vengono ricaricati con buste in plastica che a brevissimo Officina Naturae immetterà sul mercato al posto delle tanichette di plastica da 5 litri.
Chiaramente per un GAS non ha senso il fusto perché si prestano meglio le buste da 5 litri che il GAS compra direttamente da ON.
Questa soluzione è sicuramente più sostenibile che far viaggiare taniconi vuoti per l'Italia e gestirne il lavaggio e riempimento.
Le nuove sacche sono, al momento, il contenitore riciclabile con il miglior rapporto contenuto/contenitore.

3) ON ha elaborato l'anno passato un primo passo innovativo di re-imballo che consisteva nell'utilizzare secchielli di plastica di uso alimentare da 5 litri (vedi maionese per ristoranti) con all'interno una busta di plastica per alimenti riempita di detersivo. In questo modo i GAS acquistavano i secchielli, utilizzavano il detersivo spremendolo dalla busta contenuta all'interno e alla fine del prodotto avrebbero dovuto restituire alla ditta per posta jp3 i secchielli di tutto il GAS vuoti, impilati uno sull'altro. Essendo i secchielli puliti non dovevano essere gestiti come rifiuti speciali e altro non c'era da fare che riempirli con nuova busta carica di detersivo e rimandare al mittente. Di fatto il giro si è rivelato troppo macchinoso visto che i GAS non sempre restituivano i secchielli, inoltre la busta alimentare all'interno del secchiello aveva dei microfori che nel tempo facevano fuoriuscire detersivo, quindi i secchielli dovevano essere comunque lavati.

4) Archiviato l'esperimento del cestello finalmente Officina Naturae ha elaborato un metodo efficace e decisamente ecosostenibile: a brevissimo al posto delle tanichette di plastica da 5 litri verranno utilizzati dei sacchetti di plastica con maniglia e tappino. Vuoti occupano pochissimo spazio sia quando la ditta li acquista sia quando li buttiamo in discarica. La precedente tanichetta di plastica pesava 150 gr, i sacchetti pesano 50 gr, verranno usati per tutti i liquidi e sono al momento la risposta più ecologica, per tutti i motivi sopra citati, alla domanda del re-imballo.

Conclusa la relazione consiglio di conservare le vecchie tanichette di plastica da 5 litri, perchè se tutto va bene non ne compreremo più e quelle che abbiamo ci potranno ben servire per futuri e fantasiosi usi.

Firmato ……."

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