Incontro Cda Cd

riunione CDA cooperativa- CD gas 26 febbraio
Luca introduce la discussione presentando la condizione di difficoltà della coop rispetto alla quale non sono state fatte ufficialmente scelte e di cui si parlerà nel prossimo forum del 21 marzo.
Per ora la questione magazzino presso Parco Montedonzelli è ferma, non essendoci disponibilità economica ad affrontare la spesa per i lavori.
Iaia e Giovanna riportano gli esiti dell’ultima assemblea del GAS relativamente alla relazione che il GAS pensa di avere con la coop, in particolare:
- si chiede se la presenza del GAS crea problemi alla coop anche nell’ambito delle trasformazioni che il GAS sta cercando di realizzare per quanto riguarda l’accoglimento dei propri ordini e la definizione delle date di consegna
- si riporta la modifica di percezione che i soci del GAS stanno cominciando ad avere nei confronti della coop: non più come un soggetto “altro” ma come un soggetto con cui “naturalmente” integrarsi; tanto che per molti la sede della bottega centro è sentita come una casa
- si è ripresa in considerazione l’ipotesi che l’associazione diventi socia della coop e che apra un libretto di risparmio
- è stata valutata l’ipotesi di avviare percorsi formativi condivisi con la coop a partire dai temi dell’alimentazione
Laura riferisce del percorso attivato dalla coop per la costruzione di una metodologia didattica e di competenze specifiche sui temi della sovranità alimentare; in particolare riferisce della preparazione dell’evento “critical drink” (9 aprile) e di quattro seminari di formazione sui temi del commercio equo.
Iaia si mostra molto interessata a questa seconda iniziativa e chiede se è possibile che possano partecipare anche i soci del GAS; per la prima iniziativa domanda se i fornitori di vino del GAS possano essere utili per l’iniziativa.
Massimo nota che i soci del GAS, pur mostrando interesse per i temi più generali della sovranità alimentare, hanno ancora bisogno di muoversi in ambiti più circoscritti e caratterizzati da una maggiore concretezza ed immediatezza. In questo senso proporre un percorso su argomenti come la sovranità alimentare deve essere visto come un punto di arrivo e non di partenza. Propone:
1. costruire una serie di incontri sui temi dell’alimentazione (funzione dell’alimentazione, alimentazione ed ambiente, alimentazione e salute, diete, caratteristiche di alcuni prodotti alimentari –olio, pasta, formaggi, vino, mozzarella-, tipi di alimentazione, trasformazioni del territorio ed alimentazione, laboratori di cucina –conserve, preparazione di alimenti e conserve-, …). Questi tipi di seminari potrebbero consentire da un lato di rinforzare la relazione tra GAS e coop e, dall’altro, di incrementare la frequentazione della bottega del centro da parte di un maggior numero di clienti
2. di poter inserire, nel listino del GAS, di prodotti del commercio equo, con uno sconto per provare ad incrementare i consumi di questi prodotti da parte del GAS
3. di aprire ai soci della coop l’accesso ad alcuni prodotti del GAS (olio, vino, formaggi, pasta) in modo da consolidare l’idea della relazione forte tra GAS e coop
Luca, prima di tutto, risponde che ci potrebbero essere problemi per il mantenimento della sede di Vico Monteleone, nel caso in cui si facessero delle scelte commerciali diverse in parte dalle attuali. (Il che mette potrebbe mettere in forse qualsiasi nostro discorso di spazi nostri in bottega pappece.)
Poiché il CdA ha pensato di stipulare convenzioni con soggetti collettivi relativamente ai prodotti alimentari del commercio equo, ritiene che anche il GAS possa essere inserito in questo novero. Ritiene che questa idea dovrebbe essere accompagnata, in armonia con il concetto di scambio tipico dei GAS, da una presenza dei soci del GAS nella struttura operativa della coop. Inoltre aggiunge che qualche membro del Gas potrebbe partecipare al Coordinamento della coop per organizzare insieme alcune attività.
Iaia, Giovanna ed Alessandra fanno notare che:
- già alcuni soci del GAS fanno attività di questo genere (Maria Desiderio si occupa dello “spulcio” degli ordini, Giorgio e Adele effettuano un turno alla vendita, Aldo, Maurizio ed Alessandra hanno fatto turni alla vendita durante il periodo natalizio
- diversi soci del GAS sono diventati soci della coop
- l’assemblea del GAS ha deliberato che i propri soci possono dare un contributo operativo anche svolgendo attività volontaria nell’ambito della coop

Giovanna, inoltre aggiunge che nella nuova sede della sua cooperativa ci sono ampi spazi che potrebbe mettere a disposizione per eventi, per attività legate alla Coop. Cercherà anche di capire se in zona esistono locali commerciali da affittare a prezzi ragionevoli.
Luca riprende il discorso chiedendo se si ritiene possibile mettere a scaffale della coop alcuni prodotti del GAS (formaggio e pasta ?? non è ancora chiaro ) sfruttando la struttura organizzativa del GAS per l’espletamento degli ordini. (chiariamoci bene su questo punto se e come ci vogliamo entrare)
(Commento di Giovanna: questa ipotesi potrebbe “risolvere” il problema sia “degli amici di” che di tutti coloro che pur volendo usufruire della bontà e della solidarietà dei prodotti del GAS, per motivi personali non possono partecipare attivamente alla vita del GAS, per cui il prezzo maggiorato del giusto margine commerciale per la coop creerebbe quella giusta differenziazione fra chi fa vita attiva del GAS e chi lo usa come emporio. È da studiare bene, ma potrebbe essere la soluzione perfetta per consentire a nuovi e potenziali adepti di avvicinarsi piano paino alle nostre scelte di consumo critico e solidarietà.)
Massimo ritiene che questa pratica è certamente possibile. Aggiunge che, se la coop lo ritiene utile, si potrebbe gestire, per conto della coop, la commercializzazione, in opportuna forma da individuare, di cesti di prodotti freschi (frutta e verdura).
Iaia è molto contaria ad uno spazio emporio eventualmente gestito da noi. (Commento di Giovanna: io lo spazio emporio lo immagino gestito dalla coop e rifornito da noi.) Come contributo, potremmo gestire per la coop gli ordini, cioè la coop diventerebbe un nostro “socio”, ma null’altro. Bisogna evitare che un eventuale emporio diventi il luogo ove i soci GAS si riforniscono di prodotti.
Luca e Laura prendono atto di queste proposte che costituiranno argomento di riflessione in una delle prossime riunioni di prossimi Consiglio e di una riunione dei soci.
Laura ci chiede in particolare se siamo o meno interessati a partecipare all’evento dell’8 maggio (intera giornata) che sarà tipo le botteghe. Potrebbero contattare l’AIAB Campania per il discorso riguardante i prodotti bio, ma uno non si fidano molto di loro, due potremmo intervenire noi e seguire quest’aspetto. Inoltre ricorda che già è in contatto con Alda per la questione formazione presso le scuole.

Commento personale di Iaia : in questo frangente di grosse difficoltà economiche ci chiedano prima di tutto collaborazioni “di forza lavoro” e di progettualità commerciale. Chiedono una collaborazione su due eventi (9 aprile e 8 maggio), sulla formazione e su un’eventuale apertura verso la vendita dei nostri prodotti.
Per gli eventi , va bene. Occorre al solito mobilitare la macchina delle presenze.
Per la formazione, proporrei le nostre attività di formazione da promuovere per rilanciare anche gli spazi della bottega.
Spazio emporio, ho alcuni dubbi e perplessità. Rischiamo, anche tra di noi, che il tutto diventi commercio, ma non posso pensare un gas rivenditore bio. Anche qui andrebbero fatti discorsi di approccio al territorio, come li facciamo fra di noi, sui piccoli produttori locali che possono alcune volte essere in contrasto con le proposte di CTM. Ho alcuni dubbi.

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